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Obesità e sonno: 50% in più per chi…

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“Chi dorme poco ha più probabilità, circa il 50%, di diventare obeso.”

Il sonno normale.

Russel Foster è un neuroscienziato che studia i cicli di sonno del cervello. Ciò che si chiede intensamente è : “ Perché dormiamo?”.
Sembrerebbe una domanda banale, dalla risposta semplice e scontata, noi dormiamo solo per riposarci.
Non è del tutto vero.
Il professore ci informa come, in un arco di vita di 90 anni, un individuo passa circa il 36%, 32 anni, a dormire, davvero tantissimo tempo. Pensate cosa potremmo fare in 32 anni, quanti viaggi in più, quante esperienze in più, quanto tempo sprecato dentro un letto a riposare quando potremmo essere svegli per fare qualcosa di più divertente. Ma se davvero fosse tempo sprecato, perché dormiremmo?.
Non è davvero una vera e propria perdita di tempo e la cosa che lo conferma, scientificamente certificato dalla neuroscienza, è che il nostro cervello, durante il sonno, è più attivo che di giorno.

Secondo il parere di Russel Foster noi dormiamo essenzialmente per tre motivi principali:

  1. Ristorazione: Si dorme per riposare e recuperare le forze.
  2. Conservazione energetica: simile alla ipotesi di poco fa, ma meno provata scientificamente. Infatti secondo tale ipotesi, dormendo risparmieremmo energia, ma il risparmio sarebbe di sole 110 calorie, l’equivalente di 2 o 3 biscotti.
  3. Consolidamento della memoria: questa è la ipotesi più moderna e più affascinate, comprovata da numerosi studi. E’ noto che le persone deprivate dal sonno hanno maggiori difficoltà con i compiti legati all’attenzione e alla memoria. In poche parole, sonno insufficiente = un cattivo funzionamento cognitivo.

Quest’ultima spiegazione ci apre le porte per interessanti considerazioni. Chi infatti ha una deprivazione del sonno, accusa un deficit non solo nella memoria ma aumenta il rischio di cadere in “micro-sonni” che sono la causa più comune di incidenti stradali, sul lavoro, domestici ecc. Inoltre, riporta deficit nella concentrazione, nel problem solving e nella creatività.

Sonno, obesità e non solo…

A mio parere, uno degli approfondimenti più interessanti, è la stretta relazione tra sonno ed obesità.
Chi dorme poco, infatti, ha la probabilità di circa il 50% (Eh si, il 50%!) di riscontrare obesità, questo accade perché, in carenza di sonno, rilasciamo l’ormone della Grelina, l’ormone della fame, che raggiunge il nostro cervello che necessita di un fabbisogno maggiore di carboidrati e quello che facciamo, in conseguenza, è ricercare carboidrati e soprattutto zuccheri. Le persone maggiormente soggette a tali comportamenti sono le persone stressate, più sei stanco, più sei stressato.

“Lo stress cronico causa anche un drastico abbassamento delle difese immunitarie”

Lo stress cronico causa anche un drastico abbassamento delle difese immunitarie, questo comporta più raffreddori e più febbre, e salvo che non abbiate un negozio di fazzoletti, non ne sarete di certo contenti.
Lo stress produce un peggioramento nei dolori fisici, aumentare il rischio di cancro, diabete, perdita di memoria, aumento delle malattie cardiovascolari ed aumento della pressione sanguigna.
Ora, la domanda che tutti ci stiamo facendo è: “Come faccio a sapere se dormo abbastanza?”.
Non ci vuole poi un genio per capirlo, se avete bisogno di un forte suono di sveglia, se fate molta fatica per mettervi in piedi, se avete la necessità di assumere stimolanti durante il giorno come quantità eccessive di caffè o siete facilmente irritabili e scontrosi, allora è possibile che abbiate una carenza di sonno.
Cosa fare?, ecco tre buoni consigli da seguire:

  1. Crea un ambiente ideale

    Crea un ambiente ideale: il letto deve essere un”paradiso per dormire”. Fai in modo che ci sia il più buio possibile, perché la luce semplicemente ci tiene svegli. Lo stesso vale per l’esposizione alla luce poco prima di andare a letto, bisognerebbe stare con poca luce almeno per 30 minuti prima di dormire.<br
  2. Spegni gli stimoli

    Spegni gli stimoli: evita di stare al computer o di guardare la tv, cellulare, ipad, ma anche una lettura appassionante può tenerci svegli. In altre parole elimina tutto ciò che potrebbe sovra stimolarti prima di andare a dormire. Naturalmente elimina gli eccitanti chimici come la caffeina, se hai problemi a dormire, evita di bere caffè nel pomeriggio. Ricercate la luce appena svegli, perché la luce del mattino è ideale per regolare il vostro orologio biologico sui cicli buio-luce.
  3. Ascoltati

    Ascoltati: ma soprattutto ascoltate voi stessi, il vostro corpo, rallentate, fate tutto ciò che sapete vi aiuterà a dormire.

 

I miti riguardo il sonno:

Il professore non finisce qua, ma distrugge alcuni miti dei nostri tempi:
- Gli adolescenti sono pigri: assolutamente falso, loro hanno una predisposizione biologica ad andare a letto tardi e a svegliarsi tardi, perciò date loro tregua.
- Abbiamo bisogno di 8 ore di sonno a notte: Falso anche questo mito, ad alcuni ne servono di più, ad altri di meno. E’ solo una media.
- Le persone anziane hanno minor bisogno di sonno: sbagliato, la necessità di sonno degli anziani non diminuisce con l’età, essenzialmente il sonno si frammenta.
- Presto a letto, presto in piedi, rendono l’uomo sano, ricco e saggio: non c’è cosa più sbagliata. Non c’è nessuna prova scientifica che andare a letto presto e svegliarsi presto sia salutare e non fa nessuna differenza sullo status economico.
In fase conclusiva, il Professore fa un ultimo approfondimento sulle interessanti scoperte delle neuroscienze, come l’associazione tra salute mentale, malattie mentali e l’interruzione del sonno.
Da 130 anni è noto come nelle malattie mentali sia costantemente presente il disturbo del sonno ma è stata costantemente ignorata, perché si ipotizzava che tale disturbo fosse causato dall’assunzione di antipsicotici che causerebbero la perturbazione del sonno. Ma si ignora il fatto che 100 anni prima dell’invenzione degli antipsicotici i problemi del sonno vi erano comunque.
Constatato ciò cosa sta succedendo? Succede che diversi scienziati stanno studiando come malattie come la schizofrenia, la depressione ed il bipolarismo, siano strettamente legati all’interruzione dei cicli del sonno.
Uno studio pubblicato lo scorso anno sulla schizofrenia ha riportato risultati eclatanti, gli individui affetti da schizofrenia, rimanevano svegli per quasi tutto il tempo della fase notturna e poi dormivano durante il giorno o presentavano un sonno totalmente distrutto.
Dunque, la novità più straordinaria è che sonno e malattie mentali non sono semplicemente associati, ma sono strettamente collegati all’interno del cervello. Le reti neurali che predispongono il normale ciclo del sonno e quelle che predispongono una normale salute mentale coincidono.
Come lo dimostriamo?.
I geni che si dimostrano essenziali per un sonno normale, se modificati o cambiati, predispongono gli individui anche a problemi di salute mentale. In particolare è stato scientificamente dimostrato come un gene della schizofrenia, se mutato, distruggeva anche il sonno. Abbiamo dunque la prova di una coincidenza meccanicistica tra questi due importanti sistemi.
Altri studi dimostrano come i disturbi del sonno siano precedano di altre malattie mentali, come disordini bipolari, depressione o peggiorare malattie mentali già presenti.

“Il sonno è un Dio, adoratelo!”

Se prendessimo l’interruzione del sonno come un sintomo predittore, saremmo capaci di intervenire su quei soggetti più vulnerabili, e, ancor più efficace, potremmo considerare i centri del sonno come il nostro obiettivo terapeutico e stabilizzare il sonno in individui vulnerabili aiutandoli certamente ed essere più sani e alleviando i sintomi delle malattie mentali.
Fare un buon sonno aumenta al concentrazione, la saluta mentale, la creatività, l’attenzione diminuisce lo stress, gli sbalzi d’umore, rabbia ed impulsività, per questo. Giunti a queste conclusioni, il consiglio più saggio che il Professor Russel Foster ci da è: “ Il sonno è un Dio, adoratelo”.
Giannandrea Sperti.